IDA

2003 – 2004

Appello

L’ “Isola”, uno storico quartiere popolare di Milano, con un passato industriale, si trova tra la stazione Centrale e la stazione Garibaldi. In questo quartiere, all’inizio degli anni ottanta, un gruppo di artisti aveva occupato gli spazi della ex-fabbrica Brown Boveri e ne aveva fatto un luogo di sperimentazione, allestendo poi una mostra a cui parteciparono molti degli artisti che sono emersi sulla scena milanese.

Accanto al sito della Brown Boveri, smantellata da anni, rimane l’ex-fabbrica della Siemens, che produceva contatori elettrici: unico edificio testimone del passato industriale del quartiere. Questo edificio, chiamato “Stecca degli artigiani”, si estende tra Via Confalonieri e Via De Castilla. Oggi contiene una quindicina di laboratori artigiani, lo studio di un pittore, quattro associazioni sociali, la sede di un partito e tanti spazi vuoti. Tutto il secondo piano, circa 1500 mq, non è utilizzato.

Proponiamo di ristrutturare questa fabbrica e di trasformare l’ultimo piano in un Centro per l’Arte Contemporanea, preservando e sviluppando la ricchezza attuale delle funzioni sociali, economiche e culturali presenti nell’edificio.

La posizione centrale in città, la vicinanza ad altri centri creativi esistenti, o in progettazione — come gallerie d’arte, spazi no profit, la Fabbrica del Vapore, la Città della Moda, ecc. — ci portano a credere che la realizzazione della nostra proposta contribuirà a ridare a Milano una dimensione culturale in grado di interloquire a livello internazionale.

Nonostante il dinamismo di gallerie e istituzioni private, la presenza di riviste specializzate, di molti artisti, di critici, di collezionisti importanti — dato il livello delle mostre pubbliche e la scarsa rete di spazi per l’arte contemporanea — oggi Milano è una realtà provinciale.

In molte città europee e americane edifici con tipologia analoga alla “Stecca” hanno trovato una nuova vita come Musei per l’Arte Contemporanea; gli spazi industriali sono particolarmente interessanti per presentare le ricerche attuali, come dimostra il Mamco di Ginevra, ex-fabbrica molto simile alla “Stecca”, ma anche altri edifici utilizzati in modo analogo a Roma (ex Birreria Peroni ora sede della Galleria Civica).

Purtroppo una parte del progetto urbanistico del Comune di Milano, che coinvolge l’area “Garibaldi-Repubblica”, prevede la distruzione della “Stecca” e dei giardini che le stanno accanto e la costruzione, al suo posto, di due torri di 18 piani, di due edifici di nove e sette piani, mentre molti tra i cittadini e le associazioni che hanno sede nel quartiere si oppongono.

I giardini sono gli unici spazi verdi del quartiere, molto frequentati dagli abitanti, luoghi di feste e attività sociali, dell’unico mercato biologico di Milano e potenzialmente di altre iniziative a carattere ambientale e culturale.

Un gruppo di artisti ha cominciato a usare i giardini e la “Stecca” come luoghi di sperimentazione. Ma il progetto “Garibaldi-Repubblica” prevede su questo terreno — oltre alle torri, agli altri edifici e a un centro commerciale — una strada a quattro corsie e una a due che dovranno convogliare tutto il traffico in entrata a Milano da Viale Zara. Questa modifica della viabilità taglierebbe il quartiere in due, e metterebbe fine al suo carattere di “Isola”, un tratto che ha portato lo spazio pubblico del quartiere ad una qualità della vita migliore di tante altre zone di Milano.

I firmatari di questo appello invitano il Comune di Milano a ripensare e a modificare il progetto “Garibaldi Repubblica” evitando di distruggere un campione storico importante dello sviluppo produttivo e urbanistico della città, contribuendo alla creazione del Centro d’Arte Contemporanea.